A seguito degli attacchi sferrati ieri dalla Russia contro l’Ucraina proprio al confine con la Polonia, sul versante polacco sono stati diramati tre allarmi nel corso della stessa giornata.
“I nostri sistemi di difesa aerea e i nostri aerei erano pronti all’azione”, ha assicurato il vice primo ministro e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz su X. Il capo della diplomazia ucraina, Andrij Sybiha, ha invece avvertito che le operazioni belliche si stanno avvicinando ai confini dei paesi della NATO.
Durante il raid aereo russo sull’Ucraina, il Centro governativo per la sicurezza ha diffuso già lunedì (28 settembre) un allarme relativo a una possibile minaccia aerea nei territori delle province di Lublin e dei Subcarpazi. L’allarme è stato revocato martedì quattro minuti dopo la mezzanotte. L’esercito ha assicurato che non si è verificata alcuna violazione dello spazio aereo polacco.
In precedenza (alle ore 16.28), il Centro di Sicurezza del Governo (RCB) aveva emesso un allarme per la provincia di Lublin in seguito all’esplosione di un drone russo nei pressi del valico di frontiera di Dorohusk. Pochi minuti prima di tale allarme era stata comunicata l’intervento dell’aviazione polacca in relazione all’attacco russo contro l’Ucraina occidentale. Gli aeroporti di Lublino e Rzeszów hanno quindi temporaneamente sospeso le operazioni di volo.
Lunedì il RCB ha inviato avvisi ai residenti dei voivodati di Lublino e dei Subcarpazi altre tre volte: oltre all’ultimo, diramato prima di mezzanotte, avvisi simili sono stati trasmessi alle ore 18.50 e alle 20.39.
Secondo Tusk l’escalation da parte russa sta diventando realtà
“Proprio come ci aspettavamo, come ho ripetutamente segnalato, l’escalation da parte della Federazione Russa sta diventando realtà, e i suoi esempi si avvicinano sempre più al nostro confine” ha dichiarato quel giorno il primo ministro Donald Tusk durante una riunione con i ministri e i servizi presso la sede del Centro governativo per la sicurezza.
Il vice primo ministro e ministro della Difesa nazionale Kosiniak-Kamysz ha assicurato che non si è verificata alcuna violazione dello spazio aereo polacco.
“I nostri sistemi di difesa aerea e i nostri aerei erano pronti all’azione. Dopo la revoca dell’allerta, gli aerei sono tornati alle basi, mentre i sistemi di difesa sono tornati in modalità di osservazione e vigilanza” ha riferito nel suo post.
Il ministro degli Affari Interni e della Pubblica Amministrazione, Marcin Kierwiński, ha invece ammesso durante una conferenza stampa a Lublino che “la Federazione Russa ha cambiato la propria strategia operativa e da molti giorni sta attaccando i valichi di frontiera sul confine polacco-ucraino”.
“Sempre più spesso nei pressi del confine polacco volano droni a reazione e razzi e, di conseguenza, anche noi ricorriamo sempre più spesso a strumenti volti a contrastare le minacce ad essi correlate” ha dichiarato Kierwiński.
La scorsa settimana Kierwiński ha annunciato che entro la fine dell’anno, solo nella regione di Lublino, saranno installate mille sirene di allarme automatiche (oggi ce ne sono quasi 350).
Sybiha: Fermare l’aggressione russa con azioni decise
In un post pubblicato lunedì (28 settembre) sul sito X, Andrij Sybiha ha sottolineato che la Russia non smette di attaccare le infrastrutture di confine dell’Ucraina, avvicinando sempre più il conflitto ai confini della NATO.
“Un drone russo ha colpito ancora una volta nei pressi del valico di frontiera di Jahodyn (Jagodzin)—Dorohusk, colpendo uno dei vecchi terminal sul lato ucraino” ha riferito. Si tratta di un drone a reazione russo, caduto a circa 2 km dal valico di frontiera polacco-ucraino.
Sybiha ha inoltre ribadito che gli attacchi ripetuti dimostrano che l’aggressione russa minaccia la sicurezza ben oltre i confini dell’Ucraina.
“È necessario fermarla con azioni decise: inasprendo le sanzioni, mantenendo la pressione sulla Russia e aumentando il sostegno alla difesa dell’Ucraina” ha elencato il capo della diplomazia ucraina.
Leggi qui l’articolo originale di Focus Europe Poland.


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